This is spinal tap

14 01 2009

spinal-tapPiccola proroga per la fine del blog. Ieri presenti 4 persone: io, Gepo, Aly + special guest: sanpey.

Film in lingua originale con sottotitolo in italiano. Simpatici i riferimenti ai vari gruppi musicali, su tutti il batterista che scoppia [rileggete la storia degli who], il bassista che riprende George Harrison, le immagini che ricalcano quelle dei filmati dell’epoca dei beatles, le canzoni che fanno il verso a tutti i grandi dell’epoca. Citazioni a palla per un film divertente anche se sul finale un pò moscio per i ritmi moderni. Se ci avessero messo la scena degli orsi che combattono poteva tranquillamente vincere qualche premio. Mi scoccio di scrivere di più per Gepo, poi lo chiamo e glielo faccio a voce il commento.

Vane se scrivi sul blog ci fa piacere, anche se ti piace Shia LaBoeuf

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5 responses

15 01 2009
Aly

Bene. Cominciamo col dire che “This is Spinal Tap” mi è piaciuto tantissimo. Innanzitutto perchè l’ho trovato molto divertente. In secondo luogo perchè, pur essendo insospettabilmente un film del 1982, l’idea del “rockumentary” (genere già di per sè a me tanto caro) satirico-demenziale è originalissima. E soprattutto (last but not least) perchè parla dell’ascesa e dell’inevitabile fine di un gruppo hard rock anni ’80 (altro argomento che mi sta particolarmente a cuore). All’epoca in cui è stato girato questo film gli Spinal Tap non dovevano rappresentare altro che lo stereotipo di un fenomeno in piena esplosione, la ribalta (e rovinosa caduta) dell’ennesimo gruppetto rock tutto calzamaglie, capelli cotonati e assolo di chitarra, sulla scia di mostri sacri come i Def Leppard e gli Iron Maiden (anche loro inglesi, guarda un po’…!).
Da qui tutta una serie di divertentissime citazioni parodistiche, che credo siano poi la spina dorsale del film. Su tutte, tre sono quelle che mi sono rimaste più impresse:
1) La discussa copertina total black del disco in uscita. Gli Spinal Tap la odiano, cercano di convincersi che sia bella con le motivazioni più assurde. Nella realtà, solo un paio di anni prima del film, aveva fatto il suo ingresso sul mercato un certo disco con la stessa copertina: “Back in Black” degli AC/DC.
2) I batteristi che muoiono con una facilità impressionante, come accennato anche dal nostro direttore in precedenza. A questo proposito, Giorgio, mi permetto di dissentire: a me questa cosa ha ricordato di più i poveri tastieristi dei Grateful Dead (ne sono morti ben tre…). Di cui uno soffocato dal vomito (proprio o altrui non si sa…”Ma, sai, non si possono prendere le impronte digitali ad un vomito…” Questa è spettacolare!) come i compianti John Bonzo Bonham degli Zep e Bon Scott. Classica morte da rocker.
3) Lei. C’è sempre una lei che se la intende con uno dei due leader del gruppo e che detesta, ricambiata, l’altro (eh si, perchè la storia del rock ci insegna che sono sempre due e che si completano a vicenda. O chitarrista e cantante o bassista e cantante) e che finisce sistematicamente col mandare tutto in malora. Vedi Yoko Ono vs Beatles, Nancy Spungen vs Sex Pistols…Vabbè, qua gli esempi si sprecano…
Insomma cliché su cliché su cliché. Ma estremamente godibili, quasi teneri a vederli oggi. Probabilmente dev’essere stata la stessa cosa che ha pensato il regista quando ha infilato nel film degli spezzoni di gavetta anni ’60 e ’70 degli Spinal Tap che ricordava tanto tanto i Beatles.
E cosa voleva dirci? Forse che se Sir John Lennon non fosse morto ammazzato proprio nel 1980 anche i Beatles avrebbero abbracciato l’hard rock cafone? Chissà…
L’unica cosa che mi è balzata alla mente con chiarezza quando ho visto lo spezzone in bianco e nero in pieno stile BBC della Swinging London (loro che suonano tutti composti in giacca, cravatta ed enormi occhiali da vista) è stata il video di “In Bloom” dei Nirvana, che arriverà qualcosa come 12 anni più tardi di questo film. E mi è venuto da pensare che, in fondo, le basi del rock sono sempre le stesse da decenni e che questo dev’essere il motivo per il quale a questo film risulti tanto difficile dare 26 anni…
“Rock and roll is just rock and roll!”

15 01 2009
ildirettore

Ho varie critiche da muovere al tuo commento:
1 – non si inizia un commento con “bene”. Neanche con “male”.
2 – facevo riferimento agli who perchè Keith Moon una volta riempì di esplosivo la gran cassa, facendola esplodere e ferendo gli altri due componenti del gruppo
3 – non hai fatto riferimento a tutto quello che avete mangiato e al fatto che mi avete rigurgitato sul letto
4 – il tuo commento è troppo serio e lunghissimo. Verrà rimosso

16 01 2009
Gepo

Bastava dirlo che volevi vedere un fil sul rock e ti avremmo accontentato prima!
La prossima volta però invece di “perdere” tempo nello scrivere un post vedi di organizzarti per venire ai concerti!!!
Scherzi a parte, la tua analisi del film mi è piaciuta molto ed anche divertito, sapevo ti piacesse il genere ma non pensavo fossi così preparata. Che bello!
Per quanto riguarda il messaggio del regista, non penso che ci volesse dire che i Beatles sarebbero scaduti nel metal cafone,questa mi è parso capire è la tua interpretazione, penso piuttosto che se fosse stato vivo Lennon saremmo stati testimoni della musica più bella mai creata e penso che alla fine avrebbero ripercorso una carriera simile a quella dei Rollig Stones di oggi ma forse con qualcosina in più.
Il genio creativo di Lennon e la musicalità di Mc Cartney sarebbero stati unici e forse avrebbero creato un percorso tutto diverso del panorama musicale moderno.

16 01 2009
Aly

Probabilmente hai ragione, Gepo…E mi fa piacere che almeno a te il mio commento chilometrico sia piaciuto, ti ringrazio! Chiedo scusa ufficialmente al puntiglioso direttore per non aver menzionato tutto il bendidio che abbiamo strafogato dalla sua calza e/o dalle sue scorte personali (su tutti il KitKat Chunky bianco che ho finalmente assaggiato dopo averlo cercato per mesi senza successo!). Mi sono fatta prendere un po’ la mano dall’argomento ed ero talmente felice di non aver visto il film sugli orsi polari che si vattono da essermi completamente dimenticata di scriverlo… 🙂
Colgo l’occasione per infilare anche un’ultima chicca su questo film, giuntami proprio ieri da chi, all’epoca, “This is Spinal Tap” l’ha visto al cinema e faceva lo stesso mestiere. Dopo il successo del film, i protagonisti misero su gli Spinal Tap per davvero e andarono in tour con tutti i big dell’epoca, cantando le proprie canzoni e riscuotendo anche un discreto successo di pubblico. Non so se poi abbiano pubblicato un disco oppure no, ma sono certa che qualcuno dei presenti ben presto andrà a verificare su Wikipedia… ;P
Rock’n roll a tutti voi!

23 01 2009
Maestro

Cari, vi leggo con simpatia.
Non ho visto il film e da quello che ho letto non lo vedro’!
Il rockumentary mi fa 2 palle, e il trash lo apprezzo solo in compagnia.
Neppure compiango le band cotonate con chitarre ululanti, mai stato fan di Guns & Roses, Kiss, AC/DC etc. Anzi ho sempre inorridito il messaggio vagamente dark (Cure esclusi).
Ho visto ultimamente un bel film che vi consiglio:
Il Declino Dell’Impero Americano.
Spero lo vediate per commentarlo insieme.
Baci a iosa

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